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L’arma più letale – l’indifferenza
Ho sempre creduto che l’arma più letale non sia l’odio, né la guerra, ma l’indifferenza - ignorare ciò che ci circonda, - per intenderci. A partire dalle semplici situazioni quotidiane che incontriamo, come i bisognosi per strada o la macchina ferma in attesa del soccorso autostradale. “Di sicuro avrà il cellulare con sé” oppure “qualcuno gli darà qualche spicciolo”: sono questi, bene o male, i pensieri che attraversano la mente di tutti (o in parte), ma a cui solo una minoranza reagisce con un’azione.
Altri esempi ancora sono le guerriglie che ci sembrano lontane, come l’ennesimo omicidio che sentiamo al telegiornale della sera o l’ultima guerra “alla fine del mondo”. La verità e la realtà sono che: “se non mi tocca, non è affar mio”.
L’ignoranza - nel senso di ignorare - è l’arma più audace per chi vuole un popolo grigio e spento, incapace di avere alcuna reazione, ed allo stesso tempo è la consapevolezza di chi sa che chi tace è cieco, è consenziente. L’indifferenza, più che un’arma, è un mostro che si nutre di cuori aridi coperti di polvere, occhi freddi come ghiaccio, mani povere di altruismo e una bocca serrata da una zip invisibile, ancora è un mostro che induce l’oblio dei ricordi delle persone che ascoltano e tacciono finché tutto passa, come un’impronta sempre più flebile tra coloro che, di fatto, non ignorano la realtà, ma vivono il presente senza dire nulla e senza nulla prender parte.